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(ANTOLINI GIOVANNI ANTONIO – RADOS LUIGI). (Barriera del Sempione nel Foro-Bonaparte in Milano). Milano, 1801 ca.

 

Incisione in rame al tratto (810 x 490 mm). Bell’esemplare.

Rarissima prova di stampa, prima del titolo, dei nomi e con piccole varianti, di una delle grandiose tavole che raffigurano il visionario progetto dell’architetto Giovanni Antonio Antolini (1753-1841) per l’area circostante il Castello Sforzesco a Milano.
La storia della pubblicazione del progetto inizia con l’uscita tra il 1801 e il 1804 delle sole 24 tavole, realizzate all’acquatinta da Luigi Rados (1773-1840), senza un testo che venne stampato per la prima volta da Bodoni a Parma nel 1806 e successivamente a Milano da Bettalli nel 1814. Al testo si accompagnavano le stampe che venivano ripiegate e imbraghettate per essere contenute nel libro.
L’architetto, uno dei massimi esponenti del neoclassicismo lombardo, presenta un progetto di grande respiro, forse il più significativo nella storia dell’urbanistica del periodo napoleonico in Italia: aveva infatti ricevuto dalle autorità cittadine l’incarico di dare una destinazione civile in forma monumentale all’ampio spazio circostante il Castello, liberatosi dopo la demolizione delle fortificazioni nel 1801 e l’interramento della fossa. “Nel progetto l’Antolini conservava del Castello press’a poco quanto ce n’è rimasto dopo le demolizioni del 1896: la Rocchetta e l’antistante cortile delle Milizie, e immaginava di riordinare il fabbricato riducendolo a residenza del Governo. Ne faceva centro di un immenso piazzale circolare del diametro di circa 570 metri, recinto da un colonnato” (Bascapé). Circostanti il perimetro del piazzale sarebbero dovuti sorgere edifici isolati: tra essi, un teatro, una sede della Borsa, uno stabilimento termale, una dogana. Il porticato era circondato da un canale navigabile e dei ponti avrebbero messo in comunicazione il porticato e gli edifici monumentali con gli spazi liberi della piazza. Il colonnato si apriva in direzione dell’attuale piazza Cairoli e dalla parte opposta al Castello verso la strada del Sempione. Il progetto non fu realizzato perchè venne ritenuto da Napoleone troppo oneroso, ma rimase un riferimento continuamente ritrovato e ripercorso dal dibattito urbanistico e da ogni progetto per il centro di Milano, in quanto immagine di un centro politico-direzionale autonomo dal nucleo storico del centro cittadino.

Arrigoni, Milano nelle vecchie stampe, n. 133. Cicognara 3937 (A.E.). Predari 424. Mezzanotte – Bascapé p. LX. Berlin Katalog 2649. Arrigoni Daniela (2014) Il Foro Bonaparte: l’architettura della citta’, [Dissertation thesis], Alma Mater Studiorum Università di Bologna.

€  2.500,00

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